giovedì 30 marzo 2017

Flaounes-Foccacine cipriote al formaggio



Ed eccomi con la mia prima Re-Cake 2.0 . Cos'è Re-Cake? Oltre ad un blog + pagina fb aperto a chi si vuole mettere in gioco e alla prova in cucina, è un fantastico team che propone ogni mese una ricetta da rifare a lettera  più una variante personalizzata , ma oltre tutto è un gruppo, una community dove si respira sana aria competitiva e regna il buon gusto e il giusto spirito della

Breve storia dei Flounes
Originali della cucina cipriota ma presenti anche nella cucina turca e vengono preparati per la Pasqua dai ortodossi greci e per il Ramadan dai musulmani turco-ciprioti.
Si mangiano al posto del pane la Domenica di Pasqua ma anche nei giorni seguenti.
Sono conosciuti sotto più nomi : Vlaouna , Fesoudki (Karavas- Cipro del Nord), e Aflaouna (Karpas -Penisola sull'isola di Cipro).
Dunque i flaounes sono dei pasticcini, foccacine simil frolla ripiene di  formaggio , quindi salate ma anche amabilmente dolci con l'aggiunta di uva sultanina e semi di sesamo come quelli che andremo a fare oggi.

Ricetta - Ingredienti Impasto
250 g di farina 0
7 g di lievito di birra
1 cucchiaio di malto di orzo (o miele)
15 g di olio evo
15 g di burro morbido
75 g di acqua a temperatura ambiente
50 g di latte tiepido
1/2 cucchiaino di sale

Ingredienti ripieno
300 g di formaggi misti ( suggeriti primosale , feta e pecorino - io ho scelto feta  , formaggio di capra del M.Grappa a pasta mezzo stagionata e della ricotta delicata di capra della stessa zona
30 g di farina 0
45 g di semola rimacinata
  1 g di lievito di birra
1/2 cucchiaio di lievito in polvere(non vagnigliato)
menta fresca tritata
2 uova piccole o 1 uovo grande , sbattute ( 1 1/2 per impasto e 1/2 per spennellare)
40 g di uvetta ammollata ed asciugata
semi di sesamo ( io sesamo nero)



Ingredienti per la variante di...per Incanto
Per l'impasto gli stessi ingredienti e direi una ricetta e dosaggio perfetto.
Per il ripieno ho aggiunto del salmone marinato alle erbe e l'aneto una erbetta aromatica molto utilizzata nella Grecia e nei Balcani in genere che assomiglia al finocchietto selvatico, identico nella sua immagine e forma ma il suo gusto è totalmente diverso e azzarderei a dire molto più buono senza nulla togliere al finocchietto.


Preparazione impasto
Sciogliamo il lievito nell'acqua, aggiungiamo il latte e l'olio.
Versiamo la farina in una ciotola capiente, facciamo la fontana e versiamo al centro i liquidi e il burro.
Impastiamo prendendo un po' di farina alla volta.
Trasferiamo sul piano di lavoro e impastiamo fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Facciamo una palla e la mettiamo a riposare in una ciotola unta e coperta , fino al raddoppio del volume.

Preparazione ripieno
Grattugiare i formaggi con la grattugia a fori grandi in una ciotola. Aggiungiamo le farine e i lieviti poi le uova sbattute. Conservare in frigo fino al momento del uso e solo in quel momento si aggiunge la menta e l'uvetta sgocciolata e asciugata.
Nella variante con il salmone si aggiunge al formaggio e sempre nel poi l'aneto e l'uvetta.

Trasferiamo l'impasto lievitato sulla spianatoia, la stendiamo ad uno spessore di 3 mm e ritagliamo con uno stampo rotondo dei dischi che poi li passiamo su un piatto dove abbiamo messo i semi di sesamo solo sulla parte inferiore della pasta.


Al centro di ogni disco mettiamo un cucchiaio abbondante del composto e poi sigilliamo.
A voi la scelta della forma io ho sigillato sia portando i lembi dell'impasto verso il centro sigillando bene i lati ottenendo un  quadrato , sia a triangolo piegando due lati verso il centro che si uniscono a punta e la base che li unisce sempre verso il centro.
Ho provato anche la variante "caramella" lasciando in mezzo aperto.
In tutte le varianti go aggiunto del sesamo nero al centro sul ripieno che rimane scoperto.

Preparare una teglia con della carta da forno e trasferiamo i nostri flaounes infornando per 20 minuti a 180 ° finché il formaggio fonde e la pasta diventa dorata.

Sono da servire tiepidi ma anche freddi. Rimangono fragranti per più giorni e si possono anche riscaldare volendo.

Ecco a voi i miei Flaounes profumati e fragranti che sanno di buono, di casa e di Incanto.


Grazie Re- Cake 2.0 per questa ricetta che la propongo per il mese di marzo


martedì 28 marzo 2017

Torta morbida alle fragole...per Incanto






Tempo di fragole per il calendario del mese GFCalendar di Gluten Free Travel & Living ed io ho preparato una morbidissima torta alle fragole.
Una torta per la collazione ma anche per la merenda insieme ad un buon tè . Una torta da fare in pochi passi ma di grande gusto e adorabile consistenza.

Ingredienti
200 g di farina universale per i dolci gluten free
  50 g di maizena
  50 g di burro
100 ml di latte
150 g di ricotta
    2 cucchiai di miele
    3 cucchiai di zucchero di canna + 2
    1 uovo grande
    1 bustina di lievito per i dolci gf
    1 cucchiaino di essenza di vanillina
    1 pizzico di sale
300 g di fragole
    zucchero a vello per la copertura finale

Preparazione
Lavorate il burro con i tre cucchiai di zucchero, unite l'uovo, il miele, la ricotta e il latte e continuate a mescolare affinché tutto vi risulterà bene amalgamato. Aggiungete il sale , la vaniglia e la farina setacciata con il lievito.
Mescolate bene per far sciogliere eventuali grumi.
Versate l'impasto in uno stampo a vostra preferenza , imburrato e infarinato.
Lavate e tagliate a fette le fragole e poi adagiatele sopra cospargendo sopra i restanti due cucchiai di zucchero.


Infornate per nel forno caldo ad 180° per 10 minuti poi abbassate a 160 e continuate la cottura per altri 40/45 minuti . fatte la prova stecchino prima di togliere dal forno.


Fatte raffreddare e poi cospargete di zucchero a vello.


A voi la mia semplicemente torta...per incanto,  semplicemente per il fantastico mondo del GFTL







sabato 25 marzo 2017

Terrine minion al baccalà con patate ,scamorza affumicata e mela verde in crosta di verza




Bene, ricetta fatta ed ora la condivido con voi.

La Terrina è un piatto nato nel 1400 in Francia e oggi prende vita anche nella cucina di ..per Incanto. Un piatto sofisticato ma nello stesso semplice per buon gustai e palati fini ,un piatto nato nelle stupende cucine di una volta , le cucine della corte o delle  nobili case, il mio campo preferito nella storia del cibo cosi come per la mia ricetta del piccione ripieno che trovate nel mio archivio.

Impresa difficile a realizzarlo ma solo visto il mio periodo di cambiamento che sta rivoluzionando la mia vita e spesso mi trovo fuori casa , fuori mia cucina e fuori di testa  :-))))
Tuttavia sono riuscita a fare questa ricetta e sfida , anche se nella mia testa questa ricetta è molto più bella ma grazie a Dio non più buona .

Tempo zero se no starei a raccontarvi la mia avventura per trovare il recipiente trovandomi fuori casa, storia che potrebbe farvi capire quanto ci tenevo a fare questa ricetta in tempo e tra un impegno e altri dieci...Poi ho optato per pubblicare tardi al fine del mese una volta tornata nella mia cucina e appropriata delle mie deliziose mini terrine che ho ricevuto in regalo qualche Natale fa ed ora finalmente usate nel momento giusto.



E visto il mio malgrado vi manderò qui  dalla spettacolare Giulia esperta in matteria , per leggere tutto quello che dovete sapere delle terrine nel minimo dettaglio per farla in modo perfetto, mentre io qui vi lascio la mia esperienza ed una breve storia.

Breve storia :
Le terrine sono un piatto di origine Francese ma per la loro versatilità e apprezzamento sono diventate un piatto di molte cucine, apprezzato e diffuso nel interro mondo del food.
Il suo nome ha origine nel 1400 nel nord della Francia e deriva dalla parola "terre" ( terracotta) identificato come una marmitta dai bordi spessi e con un coperchio munito di un piccolo foro di sfiato. Il termine dunque indica genericamente un contenitore di terracotta smaltata nel quale si usa cuocere o servire una preparazione
e non una specifica ricetta.
Nasce alle grandi corti di Francia e tramandato e migliorato nei anni avvenire fino ad arrivare sulle nostre tavole.
Oggi come oggi il web ci regala la storie complete che se siete dei appassionati come me della storia del cibo andrete sicuramente ad approfondire.
La terrina di oggi assomiglia ad un nostro pasticcio o un paté ma il suo procedimento e particolare e lo trovate qui e nel blog di Giulia indicato sia sopra che sotto

Partiamo

Ingredienti ( quantità in base alla capacita della vostra terrina le mie sono piccolissime e ho fatto ad'occhio )
cavolo cappuccio
patate lesse
baccalà ammolatto
mela verde
scamorza affumicata
formaggio a pasta semidura  ( io di capra del monte grappa)
aglio
cipolla
pepe
olio evo
latte ( io del kefir allungato con un po di latte)

Preparazione

1.Cominciamo con il baccalà.
   Lo mettiamo ancora in ammollo per qualche ora anche se comprato già ammollato perché di solito è        ancora troppo salato.


2.Prepariamo un tegame con un po di olio , qualche spicchio d'aglio schiacciato e una piccola cipolla tritata      fine.
   Riscaldiamo , insaporiamo e poi aggiungiamo il baccalà levando la pelle. Rilascerà del liquido quindi fatte      andare un po tutto affinché evaporerà ma non del tutto e poi aggiungete il latte. Coprite con un coperchio e    fatte andare a fuoco lento fino alla cottura.

3.In una pentola fatte bollire dell'acqua e poi aggiungete il cavolo cappuccio lavato e tagliato a meta e    scavato un po il torsolo . Fattelo scottare e poi staccate le foglie una ad una. Fatte raffreddare e poi  stendete su un tagliere togliendo le nervature più sporgenti che non permettono di piegare le foglie e poi  stendetele sul fondo della terrina come nella foto.

4.Fatte bollire le patate con la buccia , poi fatte raffreddare e pelate.
 Tagliate la scamorza a fettine sottili e la mela a fette poi a bastoncini, tagliate finemente anche del aglio,  quantità in base ai vostri gusti.

5.In un recipiente passate sulla grattugia con fori grandi le patate e il formaggio di capra, e della cipolla, poi aggiungete il baccalà senza il liquido, solo quello che inevitabilmente viene su insieme nella forchetta/paletta da cucina.
Amalgamate tutto con un cucchiaio o una forchetta ma va bene anche con le dita , affinché ottenete un impasto omogeneo.

Composizione della nostra terrina
Imburrate lo stampo e il coperchio.
Con un cucchiaio stendete uno strato del nostro impasto poi stendete delle fette di scamorza fino a coprire poi sopra i bastoncini di mela uno accanto all'altro. ristendiamo uno strato del nostro impasto poi andiamo a coprire con le foglie di verza rimaste sporgenti dal nostro recipiente e poi con il suo coperchio.


Cottura
Premessa : il vero ed originale recipiente di questa ricetta ha sul coperchio un foro , il mio non ne ha per cui il coperchio dovrà rimanere leggermente aperto.
Preriscaldate il forno a 180° e  preparate una teglia da forno con un dito di acqua.
Immergete la vostra terrina e cuocete a bagnomaria per circa 20 minuti.

 La mia cottura è breve perché i miei ingredienti sono tutti cotti o precotti. Invece per altri ingredienti che potete scegliere il tempo della cottura può ovviamente variare.

Trascorso il tempo togliete dal forno e fatte stemperare.

 Appena raffreddato togliete il coperchio e mettete sopra della carta di alluminio senza avvolgere. Trovate un peso ( 1 chilo di farina o di riso o anche due) che andrete a mettere sopra la carta di alluminio per qualche ora buttando di tanto in tanto il  liquido che rilascia.
Io lo lasciato tutta la notte.

Una volta pronta la nostra terrina sarà compatta da poterla tagliarla a fette e servirla con una salsa da accompagnamento o qualcos'altro che scegliete al vostro piacimento.


Io ho scelto una semplice salsa allo yogurt che si sposa molto bene con il pesce e delle barbabietole in agrodolce.
La mia terrina è delicata ma nello stesso saporita per cui l'accompagnamento che ho scelto equilibra perfettamente il suo gusto.

Salsa di yogurt al profumo di erba cipollina 
Yogurt greco
erba cipollina
olio evo
sale
pepe

Preparazione
A me piace lo yogurt fatto in casa per cui ho preparato un po di più di quanto mi servisse per accompagnare questa ricetta.
Dunque preparatevi 1/2 litro di latte fresco e del yogurt bianco intero di cui utilizzerete solo un cucchiaio.

1. Fatte bollire in una pentola di acciaio il latte fino quando non raggiunge una temperatura di al meno 38/40 gradi.
 Lasciate che diventi tiepido, prendete il contenitore per alimenti ( barattolo o altro) , aggiungete il cucchiaio di yogurt e con un collino versate il latte piano piano.

2. Mescolate affinché non ci siano grumi, chiudete e avvolgete in una copertina di pile.

3. Sigillate bene il contenitore e riponetelo in un luogo ben caldo e lontano da correnti d'aria a temperatura intorno ai 35-40 gradi. Ottimo anche in forno a questa temperatura.

4. Lasciate riposare tutto per circa 8 ore. Dopo questo tempo lo yogurt ha raggiunto la sua giusta consistenza ed è pronto per essere messo in frigo ad una temperatura di circa 4° e aspettare circa un ora per consumarlo.

Una volta trascorso questo tempo siamo pronti ad andare a fare la nostra salsa allo yogurt all'erba cipollina .
Semplice semplice : qualche cucchiaio di yogurt , erba cipollina tagliata fine , olio evo e sale. Otterrete una salsa fresca e profumata che si sposa benissimo con il pesce.
Al vostro piacimento potete aggiungete del aglio o altra erba aromatica non molto invadente.

Barbabietole in agrodolce 
Barbabietole
miele
aceto di mele
chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
cipolla
una costa di sedano
sale

Preparazione
Cuocette le barbabietole per circa 2 ore circa a secondo la loro grossezza  in una pentola con acqua abbondante e salata.
Lasciatele a raffreddare nella loro acqua poi scollate, sbucciate e tagliate a cubetti.

In un pentolino fatte cuocere gli altri ingredienti in acqua salata per 5 minuti. Fatte raffreddare.

Mettete le barbabietole in un recipiente e con un collino versate sopra il liquido aromatizzato ottenuto sopra. Tenete per una notte per prendere bene tutti gli aromi e nel giorno dopo potete servirlo in tavola.
Diversamente potete costruire tutto in dei vasetti lavati e sterilizzati e conservarli nella vostra dispensa per le vostre varie occorrenze.

Ed eccoci qui pronti ad andare in tavola con la nostra Terrina di baccalà alla vicentina con patate , scamorza e mela verde in crosta di cavolo cappuccio.


Una ricetta buona a non sperare , inventata , pensata per un bel po e fattibile nella mia mente senza sapere come sarei stata in grado di portarla in questa perfetta forma,  con dei ingredienti che si sposano in una danza armoniosa piena di sapori "dolci" e salati per dare vita alla mia Terrina...per Incanto

Felice di presentarla e condividerla per la 64-esima sfida del MTChallenge , tema proposta dalla vincitrice del mese scorso Giulia Fabris dal Blog La Gallina Vintage









venerdì 10 febbraio 2017

Cuori di mela e cannella




E perché si avvicina  S. Valentino la scelta della forma di questa torta ma cosi come è sempre il momento giusto per manifestare il nostro amore cosi è sempre il  momento giusto per una bella e profumata torta di mele che oggi la voglio raccontare cosi...a Cuore
Una torta soffice profumata , una torta intramontabile cosi come i veri amori, una torta che può cambiare il colore o qualche ingrediente ma mai il suo nome cosi come l'Amore può avere tante sfumature ma sempre Amore è.
A voi una delle mie torte di mela, la mia preferita, una torta fatta con Amore e per Amore.

Ingredienti

200 g di farina ( io gluten free Mix Universal Schar)
100 g di fecola di patate
50 g di grano saraceno
6 cucchiai di malto di riso ( ma va bene anche il miele o vari sciroppi o malti)
1 bicchiere di olio di semi ( cca 100 ml)
250 ml di latte (io di capra)
1 bustina di lievito vanigliato per i dolci
3 mele golden
2 cucchiai di frutti rossi
2 cucchiai di cannella
zucchero a vello qb



Preparazione

Mescolate bene tutti gli ingredienti secchi e poi aggiungete quelli liquidi ottenendo un composto abbastanza morbido ma non liquido . Se vi risulta troppo sodo aggiungete del latte sarà tutto in base alla farina che utilizzate e quanta umidità assorbe.

Tagliate una mela a spicchi sottili e le altre due a cubetti dopo averle private della buccia e torsoli. Mescolate in un recipiente quelli a cubetti e in un altro quelli a spicchi con del malto e cannella .Aggiungete i cubetti al impasto invece gli spicchi servono per ornare la torta.

Appena integrato tutto provate a mescolare con pochi giri per non far attivare il lievito fuori dal forno ma comunque fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Preparate una teglia o una forma oleata o di silicone e versate l'impasto.


Infornate per circa 40 minuti a 180 ° controllando la cottura con un stuzzicadenti che a cottura raggiunta risulterà asciutto dopo l'estrazione dalla torta.



Servitela calda o fredda cosparsa di zucchero a vello e se desiderate con l'aggiunta di crema o panna montata , insieme ad un bel cappuccino a collazione, per merenda o a fine pasto.
Morbida e profumata questa torta sa di buono, di casa e di Incanto

Quasi al tocco della mezzanotte la mia ricetta arriva per il  venerdì del GFFD e per la mia redazione del cuore Gluten Free Travel & Living 










giovedì 2 febbraio 2017

Salmone marinato al miele & pane dolce salato al miele




Pronti per una ricetta a tutto miele? Amanti o non di questo ingrediente, dono meraviglioso fatto da piccoli esserini e il loro instancabile raccogliere il  nettare dal magico regno dei fiori...il miele è una ingrediente da mille valenze e infinita dolcezza.
E' una ricetta che adoro cosi come adoro il salmone e la splendida redazione Gluten Free Travel & Living per quale scrivo con immenso piacere, una redazione fatta di persone al superlativo che hanno al cuore la salute delle persone e sopratutto il vero amore e affetto verso chi si impegna a portare il suo apporto a ciò, una redazione dove ci si sente a casa e amati, una redazione dove vale il valore e non la competizione una redazione che va dritta al cuore, una redazione che sa di casa e di Incanto.

Il mio contributo per questo mese è una ricetta con il miele che alla fine richiude due ricette in una , due ricette che l'insieme spero siano una sfiziosa idea per una vostra cena o qualsiasi occasione che considerate giusta.

Quindi cosi come il titolo di questa ricetta declina andiamo a preparare un salmone marinato al miele e  un speciale pane al miele dolce salato al miele.


Salmone marinato al miele

Ricetta per 2 persone

400 g filetto di salmone fresco
40 g di zenzero fresco grattugiato
100 g di miele ( io di bergamotto bio)
25 ml aceto balsamico di Modena invecchiato
1 cucchiaio di  aceto di mela o limone
1 cucchiaio di olio di sesamo o di oliva
1 cucchiaio di pepe rosa fresco
1 cucchiaio di pepe verde fresco
2 cucciai di erba cipollina fresca
1 ciuffo di basilico


Preparazione
in un recipiente di vetro o ceramica mettiamo insieme tutti i ingredienti , li mescoliamo e poi copriamo il nostro filetto di salmone.
Lasciamo a marinare per 4 ore in frig prima di cucinarlo e poi passiamo alla sua preparazione finale sulla piastra.


Nel frattempo andiamo a preparare questo delizioso pane dolce salato che accompagnerà il nostro salmone.
Tutti sappiamo che una delle migliori cose da accompagnare il salmone è il pane e il burro per cui ho preparato questo sfizioso panetto che oltre ad essere buonissimo è anche veloce e soffice.


Ingredienti
150 g di farina Mix gluten free
50 g di fecola di patate
1 cucchiaio di miele
5 g di lievito istantaneo in forno
125 ml di yogurt bianco  ( io di capra)
20 g di burro
1 uovo
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaio e !/2 di semi di papavero

Preparazione

Prima di tutto tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente.
Poi , in un recipiente mescolate gli ingredienti secchi tranne il lievito poi aggiungiamo il burro sciolto e a temperatura ambiente. Mescolate con un cucchiaio o con le mani. Poi aggiungette lo yogurt e appena incorporato quest'ultimo anche l'uovo.
Una volta ottenuto un impasto omogeneo ma non tanto solido aggiungete il lievito. Incorporate bene tutto e poi trasferite n una forma imburrata.
Inforniamo per circa 30 minuti a 180° controllando la cottura con un stuzzica denti la cottura. Se lo stuzzica denti inserito ed estratto risulta asciutto la cottura ha raggiunto la fine.
Una volta estratto il nostro panetto dal forno,  passiamo la superficie con del burlo per renderla più morbida.
Mettiamo a raffreddare a temperatura ambiente.



E torniamo al nostro salmone marinato al miele che una volta finite le sue ore di marinatura e giunta l'ora a passarlo sulla piastra ma solamente per 1 minuto per ogni parte.
Una volta piastrato e che ha preso un bel colore come nelle foto , e con il suo bel colore roseo naturale all'intero come il rosso di una bistecca alla Fiorentina che si rispetta , andiamo a servirlo con delle fettine del nostro panetto al miele gf , burro e limon

A voi la semplicità e l'Incanto di questa ricetta che ha come protagonista uno dei più pregiati e antichi ingredienti : il Miele , che questo mese ho l'onore di presidiare in una gara a tutto miele per la mia redazione del cuore Gluten Free Trabvel & Living.












mercoledì 30 novembre 2016

Le Carote

immagine da web

Per il Calendario del Gluten Free Travel & Living di Novembre abbiamo come tema le carote e ho scritto questo post  nella speranza di stuzzicare il vostro interesse verso questo ortaggio apparentemente semplice.

Breve storia
Arriva in Europa alla fine del Medio Evo portato dagli Arabi mentre la sua esistenza nel Oriente risale all'anno 3000 a.c .
Incredibile ma vero, la carota è uno dei più antichi ortaggi.
Dal suo colore più antico , ovvero il nero, al giallo, arancione , viola e fino al suo quassi fratello pastinaca, la carota viene utilizzata in tutte le cucine del mondo ma in special modo nella cucina indiana e cinese.
I più conosciuti piatti che facciamo con le carote sono le insalate nella loro forma cruda e che è la forma in cui si conservano le sue preziose vitamine (prevalentemente Vitamina A e C ) , ma anche dei  delicati contorni ottenuti con la cottura a vapore e aromatizzati con delle erbette e qualche filo di olio evo a crudo , delle purea e vellutate con aggiunte di qualche altro ingrediente prezioso o dei formaggi e burro, delle deliziose tempure , sformatini , torte salate, dei rosti e abbinamenti nei sottacetti , protagoniste nei impasti come gnocchi e pasta fresca, stufati con le acciughe o la carne, fino ad arrivare a delle torte , tortine , muffins e altri dolci che oggi come oggi arricchiscono l'interro elenco della pasticceria e dell'arte culinaria.

Oggi volevo farvi scoprire però, quanto è sorprendente che un ingrediente non facile da usare come protagonista principale dei nostri piatti lo può diventare se mettiamo di mezzo la nostra creatività .
La loro dolcezza implica uno sforzo in più perché fuori dal loro consumo in forma cruda con aggiunta di sale e buon olio di oliva, la loro dolcezza aumenta con la cottura, motivo per quale poi viene usata anche nel fare delle gustose torte e dolci.
Ma io voglio parlarvi della loro forma salata che lo presa come una vera sfida e voglio parlarvi di due piatti in particolar modo , due piatti della stagione ma anche piatti da fare tutto l'anno visto la perenità della sua coltivazione magari cambiando qualche ingrediente.
Quindi uno è la vellutata di carote con patate e cipolla bianca, briciole di castagne arrostite e tartufo bianco e l'altro è la parmigiana di carote al  Morlacco.

La vellutata 

Ingredienti per 4 persone 

1 cipolla bianca media 
2 patate medie
4 carote 
10 castagne arrostite
tartufo bianco a scagliettine o nell'assenza olio aromatizzato al tartufo 
un cucchiaio di burro
brodo vegetale
Olio evo
sale e pepe

In una pentola antiaderente facciamo ammorbidire la cipolla tagliata fine fine con il burro e le patate e le carote precedentemente lavate, pelate e tagliate a fettine fini fini , del sale e del pepe.
Appena ammorbidito tutto , aggiungendo qualche goccio d'acqua se c'è bisogno togliamo dal fuoco e frulliamo con il minipimer fino ad ottenere una crema. Aggiungiamo qualche goccia di olio evo e aggiustiamo di sale.
Rimettiamo sul fuoco e aggiungiamo del brodo vegetale in base a quanto la voliamo liquida la nostra vellutata.
Togliamo dal fuoco e aggiungiamo già nel piatto da portata le castagne arrostite e sbricciolate e delle scagliettine di tartufo.
Un giro di olio ed è fatta!
Una deliziosa e incantevole vellutata dal sapore equilibrato e profumo di Autunno.

La parmigiana

Ingredienti per 2 persone

6 carote medio grandi
50 g di parmigiano grattugiato
50 g di salsa di pomodoro
50 g di formaggio Morlacco ( o altro formaggio fresco)
Un bel ciuffo di basilico
2 spicchi d'aglio (facoltativo)
sale e pepe
olio evo

Preparazione
Tagliate le carote a fette traversali e mettetele sulla gratella per grigliarle giusto per insaporirle.
Trasferite poi in una padella con un po' di olio e fattele andare fino alla finale cottura aggiungendo se necessario un po di acqua o brodo vegetale se ne avete e aggiungendo del sale verso la fine della cottura.
Separatamente preparate il sugo di pomodoro con il basilico , l'aglio ( schiacciato) , sale e pepe.
In una teglia oleata mettete un primo strato di carote, con un cucchiaio aggiungette del sugo di pomodoro per coprire, un strato di parmigiano e delle fettine sottili di Morlacco. Ripetete i strati come prima finendo con un giro di parmigiano e un giro di olio evo e infornate per circa 20 minuti a 180°

Ho scelto il Morlacco per il suo retrogusto amarognolo che insieme alla dolcezza della carota e un po l' aspro del pomodoro dona a questa parmigiana un perfetto equilibrio.

A voi una sorprendente parmigiana di carote che nobilita questo semplice ma importante ortaggio.

Un contributo per questa splendida comunità che è la GFTL e ode ad un ortaggio semplice che ci può sorprendere.


martedì 22 novembre 2016

TiramiSù alla banana e tartare di mela verde










Il  tiramisù alla banana lo mangiato due estati fa al isola di  Panarea in un stupendo ristorante che si chiama Cusiritati , un vero Incanto e già da allora mi erò promessa che se mai mi cimentavo a fare un tiramisù sarebbe stato proprio alla banana.
Ed eccomi qui con il mio diversamente tiramisù  nella sua forma e gusto , diversamente buono e diversamente bello.
La ricetta è stata adattata per poterli dare questa forma a mono porzione diciamo , che anche se dalla foto può sembrare grande sono solo delle porzioncine da 5 cm da un boccone o massimo due.
E' un tiramisù che tira su per la sua dolcezza che caratterizza il tiramisù , ma è anche un tiramiSù per il senso dato dalla sua forma che li permette di essere afferrato anche con le mani non solo a cucchiaio.
E' una ricetta che diventerà la ricetta di casa mia per quanto riguarda il tiramisù solo che avrà due varianti, una cosi ed una con molta più crema con l'aspetto più vicino a quello classico, insomma più cucchiaioso :-))).
Chi mi conosce sa che non prediligo a fare dolci e che mi trovo sempre davanti al panico se li devo fare ma se mi ci metto studio ogni passo da mille varianti e faccio impazzire le mie amiche che se ne intendono.
Questo giro la motivazione per fare questo dolce è stata la Susy May  May che ha proposto il tema di questo mese per l'MTC , e sappi mia cara Susy che se non era per te, questa prova la saltavo.
Uno perché passo un momento difficile da più punti di vista poco felici e due perché appunto il dolce per me richiede tanto tempo e studio , che non ho :-(((.
Ma eccomi qui a dare il mio contributo sperando di aver capito bene tutto e chiedendo pietà per le foto fatte di corsa ma come detto , è già tanto che ci sono.

Premessa per i miei lettori: la prova di questo mese chiede anche di associare la ricetta ad un film o attore sexy ....
Nel campo cinematografico la Susy è molto afferrata e le sue ricette sono sempre abbinate a qualche racconto per non parlare delle foto scenografiche sempre mooolto suggestive ....per cui doppiamente difficile la prova ...ma forza e coraggio e con la già certezza che avrei potuto fare di meglio eccola qui la mia icona sexy e la mia ricetta. 
Ho scelto la Monica Vitti  e l'Avventura (1960) , film girato proprio all'isola di Panarea , sull'isolotto deserto di Lisca Bianca  a cui protagonista della celeberrima tetralogia di Michelangelo Antonioni .
Ho citato questo giusto per collegarla all'origine del mio dolce , ma la diva dai mille volti come viene soprannominata , 
e stata protagonista di inumerevoli film e vincitrice di ben 5 premi David di Donatello e tanti altri premi.
Quest'anno ha compiuto 85 anni proprio questo mese  ( nel 03-11-2016 ) quindi quale occasione migliore per dedicarli questa ricetta , la mia interpretazione del  tiramiSù , questo dolce , uno tra i più amati dagli italiani cosi come lei.
Una bellezza senza tempo.
Fuori dalle righe rispetto al look.
Mille sfaccettature dell'anima , appunto la diva dai mille volti.
Senza tempo e un bel po' fuori dalle righe anche il mio tiramiSù ...per Incanto che oggi condivido con Gioia .

Ingredienti
200 g savoiardi
50 g zucchero
150 g di mascarpone
2 banane
1 tazzina di vermut di Prato
1 tuorlo d'uovo
un mezzo limone
una mela verde


Preparazione
In un  recipiente/teglia fatte amalgamare con il minipimer  il mascarpone con lo zucchero e il tuorlo d'uovo. affinché otterrete un composto omogeneo e cremoso.
Mettete in frigo.
Sbucciate le banane e frullate anche loro con i minipimer aggiungendo in fondo del suco di limone che serve per non farle annerire.
In un recipiente/teglia con i bordi alti minimo 5 cm adagiate i savoiardi e bagnateli con il vermut distribuendo uniformemente con un cucchiaio.
Lasciate che il vermut penetri i savoiardi e che li ammorbidisca un po ma non tantissimo dopo di che prendeteli uno a uno e tagliateli a meta.
Tagliate a cubetti la mela senza sbucciarla e aggiungete de succo di limone sempre per non farla annerire e mettette da parte.
Ri mettete nella teglia un strato di savoiardi a meta, togliete dal frigo la crema di mascarpone e aggiungete la banana. Coprite il primo strato di savoiardi con un primo strato di crema. Alternate con un altro strato di savoiardi e crema e rimettete in frigo per qualche ora.
Passato questo tempo togliete e con un coppa pasta con diametro di circa 5 cm cominciate a ricavare i nostri deliziosi tiramiSù che andremo a rifinire con la tartare di mela verde.



Ecco a voi il mio tramiSù alla banana e tartare di mela verde che sconvolge gli schemi ma ne vale tutta la pena. In bocca troverete il dolce e la cremosità del tiramisù con un pronunciato gusto di banana contrastato ma non tanto dalla mela verde, giusto per renderlo come una ciliegia .... tutto e sempre...per Incanto!!!

Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 61 del MTChallenge di Novembre




venerdì 4 novembre 2016

Sfogliatine di pasta fritta , ai funghi (porcini) e pomodorini con erbette e olio aromatizzato - gluten free




Siamo nei mesi dei funghi e siamo a sbizzarrirci con tutte le ricette possibili. Per cui zuppe , pasta fresca e asciutta, crostini e tagliate, e chi ne a più ne metta sono in questo periodo la gioia del nostro tavolo.
Oggi vi lascio una ricettina per un antipasto sfiziosetto. Non vi lasciate impresionati dalla grandezza nella foto perché in realtà dono sfogliatine di 5/6 cm quindi quasi un bocconcino abbondante.
Quindi procediamo. Semplici semplici ma buone buone!!!


Per 4 persone 3 sfogliatine a testa

Ingredienti per la sfoglia 
100 g di farina Nutri Si senza glutine
2 uova interre
olio per friggere ( io olio di girasole bio spremuto a freddo

Ingredienti per il ripieno 
50 g di funghi ( io porcini)
5 pomodorini
1 spicchio d'aglio
prezzemolo e altre erbette
sale
olio evo
olio aromatizzato (io al peperoncino)

Prepariamo la pasta e la tiriamo come qui nel post dei ravioli. Una volta tirata ricaviamo dei quadratini ( io 5/6 cm) che andremo a friggere ad immersione in olio abbondante per qualche istante.
Appena vedete che la pasta prende colore scollate su della carta assorbente qualche istante poi passate subito alla costruzione delle sfogliattine con il sughetto preparato antecedentemente e che vi illustro qui sotto
In realtà questa ricetta l'ho inventata al momento con gli avanzi di pasta dei ravioli ed è uscita una meraviglia.
La pasta fragrante e leggera che si scioglie in bocca!!!



Per il sugo tagliamo a dadini i funghi e li cuciniamo in padella con olio evo, l'aglio , prezzemolo e sale solo per pochi minuti.
Togliamo dal fuoco e aggiungiamo i pomodorini crudi tagliati a cubetti aggiustando di sale.

Questo è il sughetto semplice semplice da riempire le sfogliatine, un sughetto profumato che andiamo ad esaltare ancora con qualche erbetta ( cipollina, acetosa, menta o nipitella) e qualche goccia di olio al peperoncino.

Ecco a voi le mie sfogliattine gluten free, gustosissime da servire calde o fredde a vostro piacimento e vi assicuro che comunque sia saranno un Incanto

Con questa ricetta partecipo al GFFD  Gluten Free Travel & Living il Venerdì 100% Gluten Free FRi(DAY)






martedì 25 ottobre 2016

Ravioli maltagliati con ripieno di porcini e caprino , erbette e gocce di olio tartufato - gluten free



Eccoci qui per la tanto aspettata Scuola di cucina Gluten Free Travel And Leaving,  e il tema del Calendario di questo mese non è altro che il fantastico mondo culinario che contempla i funghi.
Felice di riprendere a cucinare e scrivere per questo team che ormai detto e ridetto , lo Amo!

Vi invito al gusto, alla pura cucina sensoriale che non fa differenza , alla cucina che si distingue solo per la passione e non per il senza, perché il senza non è una mancanza ma una semplice alternativa non priva di gusto!

Vi ho preparato una ricetta che sa di classico e tradizione ma in chiave leggerezza in un mondo che si sta riorganizzando e reinventando per la salute e genuinità per il benessere e per me il senza glutine è salute.
La mia filosofia oltre ogni problematica, è questa! E' la mia scelta per far capire che la cucina senza glutine non ha limitazioni o privazioni nei confronti della classica, che piatti tradizionali possono essere fatti con farine senza glutine senza nemmeno accorgersene, che piatti senza glutine non sono piatti ne tristi ne privi di niente...ed è questo il mio messaggio più forte attraverso questo post.


Quindi come accennato nella introduzione, il tema per il GFCalendar sono i Funghi ed io ho scelto niente meno che la sua Maestà il Fungo Porcino come ripieno per i miei  -Ravioli maltagliati con ripieno di porcini e caprino , erbette e gocce di olio tartufato - gluten free -



Ingredienti per la pasta -4 persone
400 g di Farina Nutri Si senza Glutine
8 uova

Ingredienti per il ripieno
1 fungo porcino come quello nella foto oppure altri più piccoli
50 g di formaggio caprino spalmabile Capri
1 cipolla piccolissima
olio tartufato
erbette per la guarnizione
sale e pepe

Preparazione
Visto che qui parliamo della Scuola allora permettetemi di darvi due consigli molto importanti.
1- Non aggiungete del sale all'impasto
2- Per ogni 50 grami di farina aggiungete 1 uovo
3-Non aggiungete le uova fredde
4- Un ottimo impasto non deve mai attaccarsi alle dita.

In un recipiente versiamo la farina e poi aggiungiamo le uova nel mezzo. Lavoriamo con le mani l'impasto fino ad ottenere una consistenza omogenea e consistente. Se l'impasto è troppo secco aggiungiamo dell'acqua, se è troppo morbido della farina. Questo può variare in base alla farina gluten free che usate.
Togliamo l'impasto dal recipiente e lo trasferiamo sul tavolo di lavoro leggermente infarinato. Continuate a lavorarlo, formate una palla e poi tagliatela in 10 pezzi uguali.
Usate la macchina per stendere la pasta e passatela più volte ed ogni volta ristringette la manopola per la sottigliezza affinché la vostra sfoglia non diventi una lastra quasi esile ma compatta.
Stendete una ad una sulla spianatoia.

Separatamente tagliate i funghi porcini freschi a piccolissimi pezzetti e amalgamateli al caprino. Insaporite con del sale fino integrale e del  macinato di pepe  4 stagioni, una fine grattugiata di cipolla e battuto di nipitella .

Adagiamo sulla pasta stessa , solo su 5 pezzi, a distanza equa il nostro ripieno e poi procediamo a coprire con il resto di 5 .
Esercitiamo una leggera pressione intorno a ripieno poi procediamo al taglio.















Il taglio lo scegliete voi.
Potete farlo con una forma tonda o quadrata o semplicemente come me a mano libera con un coltello.
Ho tagliato i margini e ho ottenuto dei rettangoli. Poi dei quadrati più o meno regolari ma che definivano il nostro raviolo.
Ho ottenuto dei quadrati che ho ulteriormente serrato con una forchetta lungo tutti i lati.
Nascono cosi i miei ravioli maltagliati, serrati messi a bollire nell'acqua salata per qualche minuto affinché risalgono nella superficie.
A questo punto il dado e tratto!
Scollate su un piatto di portata, guarnite con del misto erbette in questo caso erba cipollina, nipitella e acetosela e gocce di olio al tartufo.

A voi questo piatto che sa di tradizioni oni e mai ci stanchiamo di fare , mangiare e come noi foodblogger di presentare.
A voi questo nuovo approccio ad un raviolo che sa di semplicità nonostante la sua esplosione di gusto,  gusto che sa di Incanto nella stagionalità e salute !

Ejoy the joy of taste and helt

Con questa ricetta partecipo al  GFCalendar e alla Scuola di Cucina del GFTL  e