sabato 25 marzo 2017

Terrine minion al baccalà con patate ,scamorza affumicata e mela verde in crosta di verza




Bene, ricetta fatta ed ora la condivido con voi.

La Terrina è un piatto nato nel 1400 in Francia e oggi prende vita anche nella cucina di ..per Incanto. Un piatto sofisticato ma nello stesso semplice per buon gustai e palati fini ,un piatto nato nelle stupende cucine di una volta , le cucine della corte o delle  nobili case, il mio campo preferito nella storia del cibo cosi come per la mia ricetta del piccione ripieno che trovate nel mio archivio.

Impresa difficile a realizzarlo ma solo visto il mio periodo di cambiamento che sta rivoluzionando la mia vita e spesso mi trovo fuori casa , fuori mia cucina e fuori di testa  :-))))
Tuttavia sono riuscita a fare questa ricetta e sfida , anche se nella mia testa questa ricetta è molto più bella ma grazie a Dio non più buona .

Tempo zero se no starei a raccontarvi la mia avventura per trovare il recipiente trovandomi fuori casa, storia che potrebbe farvi capire quanto ci tenevo a fare questa ricetta in tempo e tra un impegno e altri dieci...Poi ho optato per pubblicare tardi al fine del mese una volta tornata nella mia cucina e appropriata delle mie deliziose mini terrine che ho ricevuto in regalo qualche Natale fa ed ora finalmente usate nel momento giusto.



E visto il mio malgrado vi manderò qui  dalla spettacolare Giulia esperta in matteria , per leggere tutto quello che dovete sapere delle terrine nel minimo dettaglio per farla in modo perfetto, mentre io qui vi lascio la mia esperienza ed una breve storia.

Breve storia :
Le terrine sono un piatto di origine Francese ma per la loro versatilità e apprezzamento sono diventate un piatto di molte cucine, apprezzato e diffuso nel interro mondo del food.
Il suo nome ha origine nel 1400 nel nord della Francia e deriva dalla parola "terre" ( terracotta) identificato come una marmitta dai bordi spessi e con un coperchio munito di un piccolo foro di sfiato. Il termine dunque indica genericamente un contenitore di terracotta smaltata nel quale si usa cuocere o servire una preparazione
e non una specifica ricetta.
Nasce alle grandi corti di Francia e tramandato e migliorato nei anni avvenire fino ad arrivare sulle nostre tavole.
Oggi come oggi il web ci regala la storie complete che se siete dei appassionati come me della storia del cibo andrete sicuramente ad approfondire.
La terrina di oggi assomiglia ad un nostro pasticcio o un paté ma il suo procedimento e particolare e lo trovate qui e nel blog di Giulia indicato sia sopra che sotto

Partiamo

Ingredienti ( quantità in base alla capacita della vostra terrina le mie sono piccolissime e ho fatto ad'occhio )
cavolo cappuccio
patate lesse
baccalà ammolatto
mela verde
scamorza affumicata
formaggio a pasta semidura  ( io di capra del monte grappa)
aglio
cipolla
pepe
olio evo
latte ( io del kefir allungato con un po di latte)

Preparazione

1.Cominciamo con il baccalà.
   Lo mettiamo ancora in ammollo per qualche ora anche se comprato già ammollato perché di solito è        ancora troppo salato.


2.Prepariamo un tegame con un po di olio , qualche spicchio d'aglio schiacciato e una piccola cipolla tritata      fine.
   Riscaldiamo , insaporiamo e poi aggiungiamo il baccalà levando la pelle. Rilascerà del liquido quindi fatte      andare un po tutto affinché evaporerà ma non del tutto e poi aggiungete il latte. Coprite con un coperchio e    fatte andare a fuoco lento fino alla cottura.

3.In una pentola fatte bollire dell'acqua e poi aggiungete il cavolo cappuccio lavato e tagliato a meta e    scavato un po il torsolo . Fattelo scottare e poi staccate le foglie una ad una. Fatte raffreddare e poi  stendete su un tagliere togliendo le nervature più sporgenti che non permettono di piegare le foglie e poi  stendetele sul fondo della terrina come nella foto.

4.Fatte bollire le patate con la buccia , poi fatte raffreddare e pelate.
 Tagliate la scamorza a fettine sottili e la mela a fette poi a bastoncini, tagliate finemente anche del aglio,  quantità in base ai vostri gusti.

5.In un recipiente passate sulla grattugia con fori grandi le patate e il formaggio di capra, e della cipolla, poi aggiungete il baccalà senza il liquido, solo quello che inevitabilmente viene su insieme nella forchetta/paletta da cucina.
Amalgamate tutto con un cucchiaio o una forchetta ma va bene anche con le dita , affinché ottenete un impasto omogeneo.

Composizione della nostra terrina
Imburrate lo stampo e il coperchio.
Con un cucchiaio stendete uno strato del nostro impasto poi stendete delle fette di scamorza fino a coprire poi sopra i bastoncini di mela uno accanto all'altro. ristendiamo uno strato del nostro impasto poi andiamo a coprire con le foglie di verza rimaste sporgenti dal nostro recipiente e poi con il suo coperchio.


Cottura
Premessa : il vero ed originale recipiente di questa ricetta ha sul coperchio un foro , il mio non ne ha per cui il coperchio dovrà rimanere leggermente aperto.
Preriscaldate il forno a 180° e  preparate una teglia da forno con un dito di acqua.
Immergete la vostra terrina e cuocete a bagnomaria per circa 20 minuti.

 La mia cottura è breve perché i miei ingredienti sono tutti cotti o precotti. Invece per altri ingredienti che potete scegliere il tempo della cottura può ovviamente variare.

Trascorso il tempo togliete dal forno e fatte stemperare.

 Appena raffreddato togliete il coperchio e mettete sopra della carta di alluminio senza avvolgere. Trovate un peso ( 1 chilo di farina o di riso o anche due) che andrete a mettere sopra la carta di alluminio per qualche ora buttando di tanto in tanto il  liquido che rilascia.
Io lo lasciato tutta la notte.

Una volta pronta la nostra terrina sarà compatta da poterla tagliarla a fette e servirla con una salsa da accompagnamento o qualcos'altro che scegliete al vostro piacimento.


Io ho scelto una semplice salsa allo yogurt che si sposa molto bene con il pesce e delle barbabietole in agrodolce.
La mia terrina è delicata ma nello stesso saporita per cui l'accompagnamento che ho scelto equilibra perfettamente il suo gusto.

Salsa di yogurt al profumo di erba cipollina 
Yogurt greco
erba cipollina
olio evo
sale
pepe

Preparazione
A me piace lo yogurt fatto in casa per cui ho preparato un po di più di quanto mi servisse per accompagnare questa ricetta.
Dunque preparatevi 1/2 litro di latte fresco e del yogurt bianco intero di cui utilizzerete solo un cucchiaio.

1. Fatte bollire in una pentola di acciaio il latte fino quando non raggiunge una temperatura di al meno 38/40 gradi.
 Lasciate che diventi tiepido, prendete il contenitore per alimenti ( barattolo o altro) , aggiungete il cucchiaio di yogurt e con un collino versate il latte piano piano.

2. Mescolate affinché non ci siano grumi, chiudete e avvolgete in una copertina di pile.

3. Sigillate bene il contenitore e riponetelo in un luogo ben caldo e lontano da correnti d'aria a temperatura intorno ai 35-40 gradi. Ottimo anche in forno a questa temperatura.

4. Lasciate riposare tutto per circa 8 ore. Dopo questo tempo lo yogurt ha raggiunto la sua giusta consistenza ed è pronto per essere messo in frigo ad una temperatura di circa 4° e aspettare circa un ora per consumarlo.

Una volta trascorso questo tempo siamo pronti ad andare a fare la nostra salsa allo yogurt all'erba cipollina .
Semplice semplice : qualche cucchiaio di yogurt , erba cipollina tagliata fine , olio evo e sale. Otterrete una salsa fresca e profumata che si sposa benissimo con il pesce.
Al vostro piacimento potete aggiungete del aglio o altra erba aromatica non molto invadente.

Barbabietole in agrodolce 
Barbabietole
miele
aceto di mele
chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
cipolla
una costa di sedano
sale

Preparazione
Cuocette le barbabietole per circa 2 ore circa a secondo la loro grossezza  in una pentola con acqua abbondante e salata.
Lasciatele a raffreddare nella loro acqua poi scollate, sbucciate e tagliate a cubetti.

In un pentolino fatte cuocere gli altri ingredienti in acqua salata per 5 minuti. Fatte raffreddare.

Mettete le barbabietole in un recipiente e con un collino versate sopra il liquido aromatizzato ottenuto sopra. Tenete per una notte per prendere bene tutti gli aromi e nel giorno dopo potete servirlo in tavola.
Diversamente potete costruire tutto in dei vasetti lavati e sterilizzati e conservarli nella vostra dispensa per le vostre varie occorrenze.

Ed eccoci qui pronti ad andare in tavola con la nostra Terrina di baccalà alla vicentina con patate , scamorza e mela verde in crosta di cavolo cappuccio.


Una ricetta buona a non sperare , inventata , pensata per un bel po e fattibile nella mia mente senza sapere come sarei stata in grado di portarla in questa perfetta forma,  con dei ingredienti che si sposano in una danza armoniosa piena di sapori "dolci" e salati per dare vita alla mia Terrina...per Incanto

Felice di presentarla e condividerla per la 64-esima sfida del MTChallenge , tema proposta dalla vincitrice del mese scorso Giulia Fabris dal Blog La Gallina Vintage









venerdì 10 febbraio 2017

Cuori di mela e cannella




E perché si avvicina  S. Valentino la scelta della forma di questa torta ma cosi come è sempre il momento giusto per manifestare il nostro amore cosi è sempre il  momento giusto per una bella e profumata torta di mele che oggi la voglio raccontare cosi...a Cuore
Una torta soffice profumata , una torta intramontabile cosi come i veri amori, una torta che può cambiare il colore o qualche ingrediente ma mai il suo nome cosi come l'Amore può avere tante sfumature ma sempre Amore è.
A voi una delle mie torte di mela, la mia preferita, una torta fatta con Amore e per Amore.

Ingredienti

200 g di farina ( io gluten free Mix Universal Schar)
100 g di fecola di patate
50 g di grano saraceno
6 cucchiai di malto di riso ( ma va bene anche il miele o vari sciroppi o malti)
1 bicchiere di olio di semi ( cca 100 ml)
250 ml di latte (io di capra)
1 bustina di lievito vanigliato per i dolci
3 mele golden
2 cucchiai di frutti rossi
2 cucchiai di cannella
zucchero a vello qb



Preparazione

Mescolate bene tutti gli ingredienti secchi e poi aggiungete quelli liquidi ottenendo un composto abbastanza morbido ma non liquido . Se vi risulta troppo sodo aggiungete del latte sarà tutto in base alla farina che utilizzate e quanta umidità assorbe.

Tagliate una mela a spicchi sottili e le altre due a cubetti dopo averle private della buccia e torsoli. Mescolate in un recipiente quelli a cubetti e in un altro quelli a spicchi con del malto e cannella .Aggiungete i cubetti al impasto invece gli spicchi servono per ornare la torta.

Appena integrato tutto provate a mescolare con pochi giri per non far attivare il lievito fuori dal forno ma comunque fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Preparate una teglia o una forma oleata o di silicone e versate l'impasto.


Infornate per circa 40 minuti a 180 ° controllando la cottura con un stuzzicadenti che a cottura raggiunta risulterà asciutto dopo l'estrazione dalla torta.



Servitela calda o fredda cosparsa di zucchero a vello e se desiderate con l'aggiunta di crema o panna montata , insieme ad un bel cappuccino a collazione, per merenda o a fine pasto.
Morbida e profumata questa torta sa di buono, di casa e di Incanto

Quasi al tocco della mezzanotte la mia ricetta arriva per il  venerdì del GFFD e per la mia redazione del cuore Gluten Free Travel & Living 










giovedì 2 febbraio 2017

Salmone marinato al miele & pane dolce salato al miele




Pronti per una ricetta a tutto miele? Amanti o non di questo ingrediente, dono meraviglioso fatto da piccoli esserini e il loro instancabile raccogliere il  nettare dal magico regno dei fiori...il miele è una ingrediente da mille valenze e infinita dolcezza.
E' una ricetta che adoro cosi come adoro il salmone e la splendida redazione Gluten Free Travel & Living per quale scrivo con immenso piacere, una redazione fatta di persone al superlativo che hanno al cuore la salute delle persone e sopratutto il vero amore e affetto verso chi si impegna a portare il suo apporto a ciò, una redazione dove ci si sente a casa e amati, una redazione dove vale il valore e non la competizione una redazione che va dritta al cuore, una redazione che sa di casa e di Incanto.

Il mio contributo per questo mese è una ricetta con il miele che alla fine richiude due ricette in una , due ricette che l'insieme spero siano una sfiziosa idea per una vostra cena o qualsiasi occasione che considerate giusta.

Quindi cosi come il titolo di questa ricetta declina andiamo a preparare un salmone marinato al miele e  un speciale pane al miele dolce salato al miele.


Salmone marinato al miele

Ricetta per 2 persone

400 g filetto di salmone fresco
40 g di zenzero fresco grattugiato
100 g di miele ( io di bergamotto bio)
25 ml aceto balsamico di Modena invecchiato
1 cucchiaio di  aceto di mela o limone
1 cucchiaio di olio di sesamo o di oliva
1 cucchiaio di pepe rosa fresco
1 cucchiaio di pepe verde fresco
2 cucciai di erba cipollina fresca
1 ciuffo di basilico


Preparazione
in un recipiente di vetro o ceramica mettiamo insieme tutti i ingredienti , li mescoliamo e poi copriamo il nostro filetto di salmone.
Lasciamo a marinare per 4 ore in frig prima di cucinarlo e poi passiamo alla sua preparazione finale sulla piastra.


Nel frattempo andiamo a preparare questo delizioso pane dolce salato che accompagnerà il nostro salmone.
Tutti sappiamo che una delle migliori cose da accompagnare il salmone è il pane e il burro per cui ho preparato questo sfizioso panetto che oltre ad essere buonissimo è anche veloce e soffice.


Ingredienti
150 g di farina Mix gluten free
50 g di fecola di patate
1 cucchiaio di miele
5 g di lievito istantaneo in forno
125 ml di yogurt bianco  ( io di capra)
20 g di burro
1 uovo
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaio e !/2 di semi di papavero

Preparazione

Prima di tutto tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente.
Poi , in un recipiente mescolate gli ingredienti secchi tranne il lievito poi aggiungiamo il burro sciolto e a temperatura ambiente. Mescolate con un cucchiaio o con le mani. Poi aggiungette lo yogurt e appena incorporato quest'ultimo anche l'uovo.
Una volta ottenuto un impasto omogeneo ma non tanto solido aggiungete il lievito. Incorporate bene tutto e poi trasferite n una forma imburrata.
Inforniamo per circa 30 minuti a 180° controllando la cottura con un stuzzica denti la cottura. Se lo stuzzica denti inserito ed estratto risulta asciutto la cottura ha raggiunto la fine.
Una volta estratto il nostro panetto dal forno,  passiamo la superficie con del burlo per renderla più morbida.
Mettiamo a raffreddare a temperatura ambiente.



E torniamo al nostro salmone marinato al miele che una volta finite le sue ore di marinatura e giunta l'ora a passarlo sulla piastra ma solamente per 1 minuto per ogni parte.
Una volta piastrato e che ha preso un bel colore come nelle foto , e con il suo bel colore roseo naturale all'intero come il rosso di una bistecca alla Fiorentina che si rispetta , andiamo a servirlo con delle fettine del nostro panetto al miele gf , burro e limon

A voi la semplicità e l'Incanto di questa ricetta che ha come protagonista uno dei più pregiati e antichi ingredienti : il Miele , che questo mese ho l'onore di presidiare in una gara a tutto miele per la mia redazione del cuore Gluten Free Trabvel & Living.












mercoledì 30 novembre 2016

Le Carote

immagine da web

Per il Calendario del Gluten Free Travel & Living di Novembre abbiamo come tema le carote e ho scritto questo post  nella speranza di stuzzicare il vostro interesse verso questo ortaggio apparentemente semplice.

Breve storia
Arriva in Europa alla fine del Medio Evo portato dagli Arabi mentre la sua esistenza nel Oriente risale all'anno 3000 a.c .
Incredibile ma vero, la carota è uno dei più antichi ortaggi.
Dal suo colore più antico , ovvero il nero, al giallo, arancione , viola e fino al suo quassi fratello pastinaca, la carota viene utilizzata in tutte le cucine del mondo ma in special modo nella cucina indiana e cinese.
I più conosciuti piatti che facciamo con le carote sono le insalate nella loro forma cruda e che è la forma in cui si conservano le sue preziose vitamine (prevalentemente Vitamina A e C ) , ma anche dei  delicati contorni ottenuti con la cottura a vapore e aromatizzati con delle erbette e qualche filo di olio evo a crudo , delle purea e vellutate con aggiunte di qualche altro ingrediente prezioso o dei formaggi e burro, delle deliziose tempure , sformatini , torte salate, dei rosti e abbinamenti nei sottacetti , protagoniste nei impasti come gnocchi e pasta fresca, stufati con le acciughe o la carne, fino ad arrivare a delle torte , tortine , muffins e altri dolci che oggi come oggi arricchiscono l'interro elenco della pasticceria e dell'arte culinaria.

Oggi volevo farvi scoprire però, quanto è sorprendente che un ingrediente non facile da usare come protagonista principale dei nostri piatti lo può diventare se mettiamo di mezzo la nostra creatività .
La loro dolcezza implica uno sforzo in più perché fuori dal loro consumo in forma cruda con aggiunta di sale e buon olio di oliva, la loro dolcezza aumenta con la cottura, motivo per quale poi viene usata anche nel fare delle gustose torte e dolci.
Ma io voglio parlarvi della loro forma salata che lo presa come una vera sfida e voglio parlarvi di due piatti in particolar modo , due piatti della stagione ma anche piatti da fare tutto l'anno visto la perenità della sua coltivazione magari cambiando qualche ingrediente.
Quindi uno è la vellutata di carote con patate e cipolla bianca, briciole di castagne arrostite e tartufo bianco e l'altro è la parmigiana di carote al  Morlacco.

La vellutata 

Ingredienti per 4 persone 

1 cipolla bianca media 
2 patate medie
4 carote 
10 castagne arrostite
tartufo bianco a scagliettine o nell'assenza olio aromatizzato al tartufo 
un cucchiaio di burro
brodo vegetale
Olio evo
sale e pepe

In una pentola antiaderente facciamo ammorbidire la cipolla tagliata fine fine con il burro e le patate e le carote precedentemente lavate, pelate e tagliate a fettine fini fini , del sale e del pepe.
Appena ammorbidito tutto , aggiungendo qualche goccio d'acqua se c'è bisogno togliamo dal fuoco e frulliamo con il minipimer fino ad ottenere una crema. Aggiungiamo qualche goccia di olio evo e aggiustiamo di sale.
Rimettiamo sul fuoco e aggiungiamo del brodo vegetale in base a quanto la voliamo liquida la nostra vellutata.
Togliamo dal fuoco e aggiungiamo già nel piatto da portata le castagne arrostite e sbricciolate e delle scagliettine di tartufo.
Un giro di olio ed è fatta!
Una deliziosa e incantevole vellutata dal sapore equilibrato e profumo di Autunno.

La parmigiana

Ingredienti per 2 persone

6 carote medio grandi
50 g di parmigiano grattugiato
50 g di salsa di pomodoro
50 g di formaggio Morlacco ( o altro formaggio fresco)
Un bel ciuffo di basilico
2 spicchi d'aglio (facoltativo)
sale e pepe
olio evo

Preparazione
Tagliate le carote a fette traversali e mettetele sulla gratella per grigliarle giusto per insaporirle.
Trasferite poi in una padella con un po' di olio e fattele andare fino alla finale cottura aggiungendo se necessario un po di acqua o brodo vegetale se ne avete e aggiungendo del sale verso la fine della cottura.
Separatamente preparate il sugo di pomodoro con il basilico , l'aglio ( schiacciato) , sale e pepe.
In una teglia oleata mettete un primo strato di carote, con un cucchiaio aggiungette del sugo di pomodoro per coprire, un strato di parmigiano e delle fettine sottili di Morlacco. Ripetete i strati come prima finendo con un giro di parmigiano e un giro di olio evo e infornate per circa 20 minuti a 180°

Ho scelto il Morlacco per il suo retrogusto amarognolo che insieme alla dolcezza della carota e un po l' aspro del pomodoro dona a questa parmigiana un perfetto equilibrio.

A voi una sorprendente parmigiana di carote che nobilita questo semplice ma importante ortaggio.

Un contributo per questa splendida comunità che è la GFTL e ode ad un ortaggio semplice che ci può sorprendere.


martedì 22 novembre 2016

TiramiSù alla banana e tartare di mela verde










Il  tiramisù alla banana lo mangiato due estati fa al isola di  Panarea in un stupendo ristorante che si chiama Cusiritati , un vero Incanto e già da allora mi erò promessa che se mai mi cimentavo a fare un tiramisù sarebbe stato proprio alla banana.
Ed eccomi qui con il mio diversamente tiramisù  nella sua forma e gusto , diversamente buono e diversamente bello.
La ricetta è stata adattata per poterli dare questa forma a mono porzione diciamo , che anche se dalla foto può sembrare grande sono solo delle porzioncine da 5 cm da un boccone o massimo due.
E' un tiramisù che tira su per la sua dolcezza che caratterizza il tiramisù , ma è anche un tiramiSù per il senso dato dalla sua forma che li permette di essere afferrato anche con le mani non solo a cucchiaio.
E' una ricetta che diventerà la ricetta di casa mia per quanto riguarda il tiramisù solo che avrà due varianti, una cosi ed una con molta più crema con l'aspetto più vicino a quello classico, insomma più cucchiaioso :-))).
Chi mi conosce sa che non prediligo a fare dolci e che mi trovo sempre davanti al panico se li devo fare ma se mi ci metto studio ogni passo da mille varianti e faccio impazzire le mie amiche che se ne intendono.
Questo giro la motivazione per fare questo dolce è stata la Susy May  May che ha proposto il tema di questo mese per l'MTC , e sappi mia cara Susy che se non era per te, questa prova la saltavo.
Uno perché passo un momento difficile da più punti di vista poco felici e due perché appunto il dolce per me richiede tanto tempo e studio , che non ho :-(((.
Ma eccomi qui a dare il mio contributo sperando di aver capito bene tutto e chiedendo pietà per le foto fatte di corsa ma come detto , è già tanto che ci sono.

Premessa per i miei lettori: la prova di questo mese chiede anche di associare la ricetta ad un film o attore sexy ....
Nel campo cinematografico la Susy è molto afferrata e le sue ricette sono sempre abbinate a qualche racconto per non parlare delle foto scenografiche sempre mooolto suggestive ....per cui doppiamente difficile la prova ...ma forza e coraggio e con la già certezza che avrei potuto fare di meglio eccola qui la mia icona sexy e la mia ricetta. 
Ho scelto la Monica Vitti  e l'Avventura (1960) , film girato proprio all'isola di Panarea , sull'isolotto deserto di Lisca Bianca  a cui protagonista della celeberrima tetralogia di Michelangelo Antonioni .
Ho citato questo giusto per collegarla all'origine del mio dolce , ma la diva dai mille volti come viene soprannominata , 
e stata protagonista di inumerevoli film e vincitrice di ben 5 premi David di Donatello e tanti altri premi.
Quest'anno ha compiuto 85 anni proprio questo mese  ( nel 03-11-2016 ) quindi quale occasione migliore per dedicarli questa ricetta , la mia interpretazione del  tiramiSù , questo dolce , uno tra i più amati dagli italiani cosi come lei.
Una bellezza senza tempo.
Fuori dalle righe rispetto al look.
Mille sfaccettature dell'anima , appunto la diva dai mille volti.
Senza tempo e un bel po' fuori dalle righe anche il mio tiramiSù ...per Incanto che oggi condivido con Gioia .

Ingredienti
200 g savoiardi
50 g zucchero
150 g di mascarpone
2 banane
1 tazzina di vermut di Prato
1 tuorlo d'uovo
un mezzo limone
una mela verde


Preparazione
In un  recipiente/teglia fatte amalgamare con il minipimer  il mascarpone con lo zucchero e il tuorlo d'uovo. affinché otterrete un composto omogeneo e cremoso.
Mettete in frigo.
Sbucciate le banane e frullate anche loro con i minipimer aggiungendo in fondo del suco di limone che serve per non farle annerire.
In un recipiente/teglia con i bordi alti minimo 5 cm adagiate i savoiardi e bagnateli con il vermut distribuendo uniformemente con un cucchiaio.
Lasciate che il vermut penetri i savoiardi e che li ammorbidisca un po ma non tantissimo dopo di che prendeteli uno a uno e tagliateli a meta.
Tagliate a cubetti la mela senza sbucciarla e aggiungete de succo di limone sempre per non farla annerire e mettette da parte.
Ri mettete nella teglia un strato di savoiardi a meta, togliete dal frigo la crema di mascarpone e aggiungete la banana. Coprite il primo strato di savoiardi con un primo strato di crema. Alternate con un altro strato di savoiardi e crema e rimettete in frigo per qualche ora.
Passato questo tempo togliete e con un coppa pasta con diametro di circa 5 cm cominciate a ricavare i nostri deliziosi tiramiSù che andremo a rifinire con la tartare di mela verde.



Ecco a voi il mio tramiSù alla banana e tartare di mela verde che sconvolge gli schemi ma ne vale tutta la pena. In bocca troverete il dolce e la cremosità del tiramisù con un pronunciato gusto di banana contrastato ma non tanto dalla mela verde, giusto per renderlo come una ciliegia .... tutto e sempre...per Incanto!!!

Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 61 del MTChallenge di Novembre




venerdì 4 novembre 2016

Sfogliatine di pasta fritta , ai funghi (porcini) e pomodorini con erbette e olio aromatizzato - gluten free




Siamo nei mesi dei funghi e siamo a sbizzarrirci con tutte le ricette possibili. Per cui zuppe , pasta fresca e asciutta, crostini e tagliate, e chi ne a più ne metta sono in questo periodo la gioia del nostro tavolo.
Oggi vi lascio una ricettina per un antipasto sfiziosetto. Non vi lasciate impresionati dalla grandezza nella foto perché in realtà dono sfogliatine di 5/6 cm quindi quasi un bocconcino abbondante.
Quindi procediamo. Semplici semplici ma buone buone!!!


Per 4 persone 3 sfogliatine a testa

Ingredienti per la sfoglia 
100 g di farina Nutri Si senza glutine
2 uova interre
olio per friggere ( io olio di girasole bio spremuto a freddo

Ingredienti per il ripieno 
50 g di funghi ( io porcini)
5 pomodorini
1 spicchio d'aglio
prezzemolo e altre erbette
sale
olio evo
olio aromatizzato (io al peperoncino)

Prepariamo la pasta e la tiriamo come qui nel post dei ravioli. Una volta tirata ricaviamo dei quadratini ( io 5/6 cm) che andremo a friggere ad immersione in olio abbondante per qualche istante.
Appena vedete che la pasta prende colore scollate su della carta assorbente qualche istante poi passate subito alla costruzione delle sfogliattine con il sughetto preparato antecedentemente e che vi illustro qui sotto
In realtà questa ricetta l'ho inventata al momento con gli avanzi di pasta dei ravioli ed è uscita una meraviglia.
La pasta fragrante e leggera che si scioglie in bocca!!!



Per il sugo tagliamo a dadini i funghi e li cuciniamo in padella con olio evo, l'aglio , prezzemolo e sale solo per pochi minuti.
Togliamo dal fuoco e aggiungiamo i pomodorini crudi tagliati a cubetti aggiustando di sale.

Questo è il sughetto semplice semplice da riempire le sfogliatine, un sughetto profumato che andiamo ad esaltare ancora con qualche erbetta ( cipollina, acetosa, menta o nipitella) e qualche goccia di olio al peperoncino.

Ecco a voi le mie sfogliattine gluten free, gustosissime da servire calde o fredde a vostro piacimento e vi assicuro che comunque sia saranno un Incanto

Con questa ricetta partecipo al GFFD  Gluten Free Travel & Living il Venerdì 100% Gluten Free FRi(DAY)






martedì 25 ottobre 2016

Ravioli maltagliati con ripieno di porcini e caprino , erbette e gocce di olio tartufato - gluten free



Eccoci qui per la tanto aspettata Scuola di cucina Gluten Free Travel And Leaving,  e il tema del Calendario di questo mese non è altro che il fantastico mondo culinario che contempla i funghi.
Felice di riprendere a cucinare e scrivere per questo team che ormai detto e ridetto , lo Amo!

Vi invito al gusto, alla pura cucina sensoriale che non fa differenza , alla cucina che si distingue solo per la passione e non per il senza, perché il senza non è una mancanza ma una semplice alternativa non priva di gusto!

Vi ho preparato una ricetta che sa di classico e tradizione ma in chiave leggerezza in un mondo che si sta riorganizzando e reinventando per la salute e genuinità per il benessere e per me il senza glutine è salute.
La mia filosofia oltre ogni problematica, è questa! E' la mia scelta per far capire che la cucina senza glutine non ha limitazioni o privazioni nei confronti della classica, che piatti tradizionali possono essere fatti con farine senza glutine senza nemmeno accorgersene, che piatti senza glutine non sono piatti ne tristi ne privi di niente...ed è questo il mio messaggio più forte attraverso questo post.


Quindi come accennato nella introduzione, il tema per il GFCalendar sono i Funghi ed io ho scelto niente meno che la sua Maestà il Fungo Porcino come ripieno per i miei  -Ravioli maltagliati con ripieno di porcini e caprino , erbette e gocce di olio tartufato - gluten free -



Ingredienti per la pasta -4 persone
400 g di Farina Nutri Si senza Glutine
8 uova

Ingredienti per il ripieno
1 fungo porcino come quello nella foto oppure altri più piccoli
50 g di formaggio caprino spalmabile Capri
1 cipolla piccolissima
olio tartufato
erbette per la guarnizione
sale e pepe

Preparazione
Visto che qui parliamo della Scuola allora permettetemi di darvi due consigli molto importanti.
1- Non aggiungete del sale all'impasto
2- Per ogni 50 grami di farina aggiungete 1 uovo
3-Non aggiungete le uova fredde
4- Un ottimo impasto non deve mai attaccarsi alle dita.

In un recipiente versiamo la farina e poi aggiungiamo le uova nel mezzo. Lavoriamo con le mani l'impasto fino ad ottenere una consistenza omogenea e consistente. Se l'impasto è troppo secco aggiungiamo dell'acqua, se è troppo morbido della farina. Questo può variare in base alla farina gluten free che usate.
Togliamo l'impasto dal recipiente e lo trasferiamo sul tavolo di lavoro leggermente infarinato. Continuate a lavorarlo, formate una palla e poi tagliatela in 10 pezzi uguali.
Usate la macchina per stendere la pasta e passatela più volte ed ogni volta ristringette la manopola per la sottigliezza affinché la vostra sfoglia non diventi una lastra quasi esile ma compatta.
Stendete una ad una sulla spianatoia.

Separatamente tagliate i funghi porcini freschi a piccolissimi pezzetti e amalgamateli al caprino. Insaporite con del sale fino integrale e del  macinato di pepe  4 stagioni, una fine grattugiata di cipolla e battuto di nipitella .

Adagiamo sulla pasta stessa , solo su 5 pezzi, a distanza equa il nostro ripieno e poi procediamo a coprire con il resto di 5 .
Esercitiamo una leggera pressione intorno a ripieno poi procediamo al taglio.















Il taglio lo scegliete voi.
Potete farlo con una forma tonda o quadrata o semplicemente come me a mano libera con un coltello.
Ho tagliato i margini e ho ottenuto dei rettangoli. Poi dei quadrati più o meno regolari ma che definivano il nostro raviolo.
Ho ottenuto dei quadrati che ho ulteriormente serrato con una forchetta lungo tutti i lati.
Nascono cosi i miei ravioli maltagliati, serrati messi a bollire nell'acqua salata per qualche minuto affinché risalgono nella superficie.
A questo punto il dado e tratto!
Scollate su un piatto di portata, guarnite con del misto erbette in questo caso erba cipollina, nipitella e acetosela e gocce di olio al tartufo.

A voi questo piatto che sa di tradizioni oni e mai ci stanchiamo di fare , mangiare e come noi foodblogger di presentare.
A voi questo nuovo approccio ad un raviolo che sa di semplicità nonostante la sua esplosione di gusto,  gusto che sa di Incanto nella stagionalità e salute !

Ejoy the joy of taste and helt

Con questa ricetta partecipo al  GFCalendar e alla Scuola di Cucina del GFTL  e







Le Tapas del Bosco Incantato


Autunno...Magia nei boschi che in questo periodo diventano preziosa dispensa e magici incanti per chi si sofferma ad apprezzare i suoi colori e "l' allegro lavoro del mondo fatato"

Breve storia , fonte delle mie Tapas. Prendetevi un minuto e poi passate al Incanto del gusto.

Proprio quest'anno in aprile ho visitato Barcellona e ho avuto l'occasione di conoscere questo tipo di approccio al cibo che è fantastico e mi è rimasto impresso. Impresso per le cose buone ma anche per il mondo immenso della varietà che può comprendere, per la versatilità e l'inventività senza limiti che può scatenare nei abbinamenti e sfiziosi banchetti.

Doppia coincidenza ed una sorpresa per me è stata anche la MAI perché mi arrivò questo messaggio su messenger da lei che mi suggeriva di andare in un localino a Barcellona che si chiama El bosc de les fades che in catalano significa Il bosco delle Fate..... Eeeeeheheee ;-)!!!??? ;-).....Capite?
Ero mooolto sorpresa e non solo per la  inaspettata gentilezza di Mai ma anche per il fatto che non conoscendoci lei ha intuito che mi poteva piacere.
Il nome del mio blog potrebbe suggerirlo ma non è detto che io possa avere questo legame cosi accentuato con i boschi e le favole ... Lei lo ha fatto punto ed io sono stata stra felice perché è proprio il mio mondo...il mio Modo Fantastico.

Dunque oggi per la sfida del mese proposta proprio da Mai ed il suo Blog Colore della Curcuma  come da compito che li spetta per aver vinto la sfida precedente sui gnocchi ( un Incanto strepitoso) , il tema non è altro che Le Tapaaaaas!!!!! Ole!!!
Ma la sfida oltre al dover preparare una Tapa, un Montadito e un Pincho richiede che ci sia un filo conduttore tra gli ingredienti nella preparazione, una storia , e la mia è il Bosco...il bosco Incantato e Mai. Il bosco con i suoi preziosi frutti del bosco e del sottobosco e prevalentemente le castagne nel rivestirle di Incanto, di nuove sfumature attraverso l'idea di Tapas ,  un bosco che sa sorprendere sempre , un bosco inaspettato trovato anche nella meravigliosa Barcellona.
Cosi nascano le mie Tapas del Bosco Incantato!



Due parole per distinguere questi 3 piatti oltre al fatto che per definirsi tale sono esclusivamente delle mini porzioni.
Il Montadito sono fettine di pane su quale possiamo mettere qualsiasi cosa riesce a starci ovviamente comestibile :-)
Il Pincho è un finger food di qualsiasi cosa(sempre cibo) che si infilza con un stuzzicadenti
la Tapa è una mini porzione di qualsiasi piatto cucinato
Tutto spiegato benissimo nella grandiosa Community che è l'MTChallenge e nel post di Mai 

Quindi parto con il  - MONTADITO -
- Crostino con lardo toscano, sbriciolata di castagne , julienne di funghi porcini e more -



Ingredienti per 2 persone 3 pezzi cadauno ( quantità in base a quanti pensate di fare a testa)

Pane baquette 6 fettine
Lardo toscano 6 fettine sotigli
Castagne lesse 2 pz
Funghi porcini freschi qb
More 3 ( 1/2 mora per fettina)
Olio evo Qb
Rosmarino

Preparazione
Riscaldate un po' il pane, appena appena abbrustolito. Stendete la fettina di lardo sopra che si scioglierà un po' al contatto con il pane caldo. Sbriciolate con le dita le castagne precedentemente bollite e tagliate prima a fettine e poi a  rastrelline i funghi. Adagiate sopra il lardo chiudendo con la mora tagliata a meta qualche aghetto di rosmarino e un giro dolio.
Fatto.
Troverete in bocca il sapore di ogni ingrediente senza che nessuno copra l'altro ....come per Incanto

Il PINCHO - Spiedino di castagne lesse in camicia di pancetta leggermente affumicata e rosmarino -


Ingredienti per 2 persone 3 pezzi cadauno ( quantità in base a quanti pensate di fare a testa)

18 castagne
18 fettine sotigli di pancetta leggermente affumicata
ciuffi di rosmarino

Lessiamo le castagne e li sbucciamo ancora calde. Avvolgiamo ogni pezzo con una fettina di pancetta e fermiamo tutte con uno stuzzichino. Inseriamo del rosmarino per aromatizzare.

Eccolo qui semplice ma sorprendente!
Il gusto della castagna viene molto esaltato e il contrasto tra il salato affumicato della pancetta e la sua dolcezza si armonizzano perfettamente in dei bocconcini che diventeranno come le ciliege....


La TAPA - La vellutata di castagne e patate con spolverata di funghi freschi, croccante di prosciutto di cinghiale, nipitella e gocce di olio al tartufo -



Ingredienti per 2 persone

10 castagne ( bollite)
1 cipolla piccola
1 patata media
1 cucchiaio di burro
1 cappella di un fungo piccolo fungo porcino
1 fetta di prosciutto di cinghiale
un ciuffo di nipitella
olio al tartufo
sale e pepe

Preparazione
Tagliare la cipolla e la patata (precedentemente pelate e lavate) a fettine sottili. Mettete il burro a sciogliersi in una casseruola aggiungete la cipolla e la patata e fatte andare fino a farle ammorbidire aggiungendo del sale e se c'è bisogno dell'acqua,
Appena cotte li facciamo raffreddare e poi li frulliamo con il minipimer aggiungendo dell'olio, le castagne e aggiustiamo con sale e pepe.
In una padella aderente facciamo rosolare la fetta di prosciutto di cinghiale tagliata a piccoli pezzetti,  senza nessun grasso affinché otteniamo dei croccantini .
Tagliamo a fette e poi a rastrelline la cappella del  fungo e la aggiungiamo sopra la vellutata insieme al croccante di prosciutto , la nipitella sminuzzata e qualche goccia di olio al tartufo.
Sinfonia del Bosco e sotto Bosco che in un cucchiaino richiuderà tutta la sua Magia!








A voi le mie Tapas del bosco Incantato accompagnate da shottini di Nebbiolo.
Deliziatevi!

Con queste ricettine partecipo alla sfida n.60 del MTChallenge  con il tema Le Tapas.








venerdì 23 settembre 2016

Gnocchetti di patate su vellutata di aglio e cavolo cappuccio bianco al profumo di pepe di Sichuan




E si riparte con il tema del mese, e questo mese sono gli Gnocchiiiii.....di patate!!!!
Essenzialmente la parola gnocco significherebbe nel senso figurativo anche facile, semplicione ed è proprio vero, lo gnocco , gli gnocchi sono semplici da fare. Farina , patate sale e via! Tutto sta nelle poche accortezze , ovvero , nella scelta delle patate e nella lavorazione. Poi aggiungerei l'amore e saper sentire gli ingredienti nella loro consistenza , e la loro vita stessa per abbinarli e per darli vita in un piatto che da semplice può diventare una prelibatezza o una vera opera come nel caso di tanti chef o nei banchetti delle corti rinascimentali all'inizio della loro storia.



Come accompagnamento, condimento ho scelto la vellutata di aglio, lo letta da qualche parte abbinata a della pasta ripiena e mi ha intrigato tantissimo e poi perché a me piace l'aglio e sono fortunata che anche al mio compagno piace. Siamo amanti dell'aglio e della cipolla quindi via libera a questi due ingredienti che usati bene danno delle sorprendenti soddisfazioni.
Nella vellutata il sapore è delicato ed io ho aggiunto anche del cavolo cappuccio bianco per darli più dolcezza .

Ingredienti per 4 persone

Per gli gnocchi 
600 g di patate rosse ( meglio se vecchie)
180 g di farina 00 ( forza 170)
1 cucciaino da te di sale fine integrale
basilico fresco 4 ciuffi circa

Per la vellutata
8 spicchi d'aglio
100 g di cavolo cappuccio fresco
1 cipolla piccola o meglio uno scalogno
2 cucchiai di burro
1 foglia di alloro
1 patata cotta

Per il tocco finale 
Pepe di Sichuan
Germogli di cavolo cappuccio bianco e rosso







Gli Gnocchetti 

1) Scegliete le patate più o meno della stessa dimensione, lavatele e mettetele con la buccia nel            forno in una teglia con la carta da forno. Le patate ideali sono quelle a pasta bianca e meglio se sono  vecchie.
   Fatele cuocere per circa 30 minuti testando con uno stuzzicadenti la cottura.

2) Sminuzzate il basilico

3) Pesate la farina

4) Togliete le patate dal forno, lasciatele poco a stemperare e sbucciatele ancora calde.

5) Passate le patate con lo schiacciapatate o verdure oppure con la grattugia a fori grossi.

6) Sulla spianatoia trasferite le patate passate e  aggiungete il sale, il basilico e la farina in tre fasi per capire quanto c'è ne bisogno.

7) Impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo ma non tanto perché altrimenti gli gnocchi diventano duri.

8) Una volta ottenuta una pagnotta tagliate dei pezzetti e formate dei filoncini di che diametro preferite. Io li ho fatti da circa 1cm perché a me piacciono piccolini e poi tagliateli sempre ad 1cm .

9)Passate gli gnocchi sopra una forchetta per rigarli o sopra il riga gnocchi se lo avete.
La rigatura sulla forchetta si fa passando il gnocco/gnocchettino dall'alto verso il basso sul dorso della forchetta con una certa pressione. In questo modo si otterrà una rigatura e un incavo che accoglierà il sugo o in questo caso la vellutata.

9)Bis Nota : non infarinate troppo la spianatoia altrimenti gli gnocchi diventeranno appiccicosi , usate piuttosto la farina di riso sulla spianatoia , che si scioglierà in acqua di cottura completamente.
Io ho usato questo consiglio di Annarita - (blog Il Bosco di Alici) e sono usciti perfetti. Andate a vedere anche il video della rigatura e leggete il suo post molrto dettagliato per fare tre tipi di gnocchi ;-).
Annarita è la blogger del mese tra noi Mtc-ini che ha vinto la scorsa sfida sulla Pizza , una meravigliosa pizza che vi consiglio di andare a leggere qui

10) Mettete a bollire dell'acqua con del sale e fatte bollire gli gnocchi pochi alla volta. Appena salgono in superficie sono cotti .



La Vellutata 

1) Private della buccia gli spicchi d'aglio e la cipollina e lavate. Tagliate l'aglio a metà e togliete l'eventuale filamento verde.

2) Tagliate a pezzettini il cavolo , la cipolla e l'aglio

3) In una pentola bassa fatte cuocere con il burro l'aglio , la cipolla e il cavolo fino a raggiungere la morbidezza per poterli frullare, aggiungendo del brodo vegetale o dell'acqua se c'è bisogno.
Profumate con una foglia di alloro che consiglio togliere dopo qualche minuto di cottura.

4) A fine cottura trasferite e frullate aggiungendo una patata cotta e aggiustate di sale.

5) Tenete in caldo e appena cotti gli gnocchi uniteli alla vellutata.



6) Trasferite in una terrina o in un piatto di portata e serviteli caldi con una macinata di pepe di sichuan e l'aggiunta di germogli per colorare un po' il piatto e renderlo allegro e fresco e magari se ne avete un piccolo ciuffetto di basilico e foglie di aglio ancora meglio.
Ho scelto il pepe di sichuan perché non è un vero pepe, ma una bacca che assomiglia a quella del pepe. E' molto profumato e il suo sapore sa leggermente di limone ed è poco piccante. 
immagine da web
Ancora a differenza del pepe il seme interno viene scartato e viene utilizzato solo il guscio.
Si aggiunge sempre a fuochi spendi. Una macinata fresca farà esaltare il delicato sapore di questo piatto che cremoso e avvolgente sa di....Incanto

Buon Appetito 


Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 59 del MTChallenge con il tema Gli gnocchi di patate.